Gustavo Benedetti

Gustavo Benedetti, già membro del Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Roma (I e III Ateneo), viene da una singolare esperienza didattica e scientifica. Negli anni giovanili diede vita, con un gruppo scelto di collaboratori, alla rivista «Istituto Tecnico», che ottenne un largo consenso in Italia, richiamando l’attenzione sui problemi didattici di questo importante settore della scuola secondaria, di cui rivendicò la piena valenza culturale nei confronti della scuola classica. Resosi quindi conto, studiando Rousseau (per il quale l’uomo nasce buono e la società lo corrompe), che l’educazione non è qualcosa che avvenga solo attraverso l’istruzione scolastica, ma è piuttosto il risultato di un’interazione fra individuo e ambiente socioculturale, che modella l’individuo stesso con un peso determinante nella sua autoprogettazione e quindi nel suo sviluppo personale, ha decisamente orientato la sua ricerca verso questa realtà sociale, con specifico riguardo ad una delle sue componenti meno esplorate: le istituzioni giuridiche, legislative e giudiziarie, indagando sui loro rapporti con l’educazione, e proponendo l’istituzione di “una pedagogia del diritto” come scienza di questi rapporti. Sue principali pubblicazioni, “Diritto e educazione. Il significato dell’esperienza giuridica” (1974); “Il giudice e l’arte. Analisi di una mediazione educativa” (1980); “La funzione pedagogica del diritto in Rousseau” (1984); “Diritto e educazione in Giambattista Vico” (1995).